04 febbraio 2014

Ossessione dellla settimana: la Regina Bag di Nanot

L'ossessione di questa settimana, diciamo che è una vera e propria malattia. Io la Regina Bag di Nanot l'ho amata da subito, però prima di amare lei ho adorato i loro creatori: Salvatore (Toti) D'Aquila, palermitano, e le sorelle livornesi Claudia e Giorgia Lughieri. Persone dal cuore grande e dalla cultura immensa.
Cuore e Cultura vanno a braccetto e dunque decidono un anno fa di creare Nanot (in nome è la rielaborazione di Nanà, il Border Collie di Claudia e Salvo. ndr), un marchio che abbraccia la teatralità siciliana e l'artigianalità toscana racchiudendola in piccoli capolavori fatti a mano con pelli pregiate per donna ma anche per uomo.

Regina, il nome parla da solo, è la più bella in assoluto: ha l'aspetto di una borsa da giorno, ma si può usare benissimo anche di sera, ha mille sfaccettature e diversi "vestiti come la pelle di struzzo, il cuoio, vitello, vacchetta, pitone e molti altri ancora.
Il prezzo varia e va dalle 200 alle 600euro e volendo si può anche personalizzare la borsa un po' come volete, perchè alla fine è tutta una questione di stile.




03 febbraio 2014

Da Marc Jacobs si paga in Tweet

in un mondo dove ormai i social contano più di ogni cosa, anche la moda ha deciso di dare importanza a questo grande trend. Così Marc Jacobs (ex Louis Vuitton) e stilista del brand omonimo, nel suo pop up store di NY durante la fashion week americana non accetterà soldi ma solo Tweet: dal 7 al 9 febbraio, la divisione fragranze del marchio a stelle e strisce ha in programma un temporary store molto speciale, il Daisy Marc Jacobs Tweet Shop.
 Gli articoli in commercio, profumi e accessori del brand, potranno essere acquistati gratis, a patto che il cliente sia disposto a far circolare su Twitter, Facebook o Instagram, post in cui campeggi l’hashtag #MJDaisyChain. Non è chiaro quanti tweet sia necessario inviare pur di ricevere un prodotto senza dover sborsare neanche un dollaro, ma l’entusiasmo degli amanti del brand è già alle stelle, ed io vorrei già essere a New York. 

02 febbraio 2014

Semplice non significa Minimal

Nella moda, per strada o semplicemente nelle opinioni tra la gente spesso si confonde l'idea e il pensiero che sta alla base di alcune parole che hanno un loro significato ma che in realtà vanno "spogliate" perché poi ne hanno altri.
Ecco, il post di oggi nasce da una riflessione, da un discorso fatto con l'altra parte di me. Quella intelligente, quella parte che assorbe, accumula e filtra ogni minima informazione, dettaglio o gesto. Quella parte che io stesso molte volte sottovaluto, e, che invece dovrebbe prendere vita più spesso.
Mi sono soffermato sull'idea della semplicità, sul significato più vero della parola e del suo valore per la maggior parte della gente. Quello che ho capito è che la gente il più delle volte confonde il semplice con il minimal. Non è cosi, non lo è per me.
Nonostante questa confusione tra la semplicità ed il minimalismo, tengo a precisare che semplicità non vuol dire solo rimuovere quel che è superfluo o decorativo.
Semplicità, secondo me, significa mettere le cose giuste nel posto giusto, perché siano pronte al momento giusto. Semplicità è fare ordine nella complessità quando la vita si è stancata di vederti correre e sentirsi ripetere: "Che vita è?".
Semplicità è creare qualcosa che "semplicemente" funzioni.
Negli anni '80 la moda era un continuo grido al marchio più in vista, al logo più grande e all'ostentazione di uno status. Il discorso cambiò alla fine del decennio: merito di una donna, merito di uno zaino, merito di colloqui col proprio io, e con i conflitti di pensiero.
Dico sempre che le teste pensanti danno fastidio e vanno dunque eliminate, ma se le guardi con più attenzione ti accorgi che è il troppo che va eliminato, e un pensiero non è mai troppo. Un'idea non è mai troppa e per concludere, tornando al discorso sulla semplicità e provando di nuovo a collegarla alla moda posso dire che.. vedi in vetrina un abito, una borsa o un qualsiasi accessorio e sai già come usarlo: questa è semplicità.