29 giugno 2015

KOCCA SS 2016: IL VIAGGIO CHE FARAI

La scorsa stagione Kocca apriva la moda uomo con una collezione per donne pratiche, leggere e glamour, questa volta chiude la fashion week con lo stesso spirito e la praticità di sempre aggiungendo un sapore di viaggio nuovo e di musica bella.
D'altronde si sa, la parola d’ordine dell’estate è viaggiare e il brand italiano non delude e punta tutto sul viaggio con una collezione fatta di abiti comodi, sicuri e assolutamente alla moda. Così in passerella arrivano materiali come lino e cotone declinati nelle nuance tipiche da safari e ad una vestibilità femminile, ma funzionale.
 In alternativa si va tutti al Coachella vestite casual ma con un certo criterio. Sul finale a sorpresa, al Teatro Alcione, insieme alle modelle arriva Nina Zilli che canta live e allieta i sogni di una notte di inizio estate. 

22 giugno 2015

Prada ss2016: Miuccia la post moderna

"Con questa collezione ho provato a cucire lo strappo che passa tra il virtuale e il reale, facendo diventare simbolo ogni pensiero e poi mettendolo sugli abiti. Penso tutto questo sia molto umano e allo stesso tempo maledettamente presente. Io lo chiamo post: post industriale, post modesto, post tutto. È il tentativo di scrivere un nuovo linguaggio della moda e del lusso, termine quest'ultimo che continuo a detestare" Prima della sfilata la Signora chiama alla sua corte i migliori giornalisti di moda italiani e internazionali per spiegare ciò che vedremo in passerella di li a poco. Così per la prossima primavera estate Miuccia mette in piedi una serie di insicurezze stilistiche che diventano moda ad altissimo livello, stravolgendo ancora una volta l'ordine e mixandolo al nonsense e alla follia trasformando la superficialità in contemporaneità assoluta.
In scena di nuovo uomini e donne insieme, la Signora mescola le carte e ne esce sempre vincitrice ed è portatrice sana dell'idea che gli uomini siano solo una conseguenza della donna, come i vestiti che sono più interessanti più su lei che su lui.
Lui indossa le camicie larghe con gli shorts in fresco di lana, il blazer blu da scolaretto portato sopra una maglia da ciclista con la zip e la camicia sempre morbida, giocando con le lunghezze: le maniche delle camicie un po’ lunghe e quelle delle giacche decisamente più corte, i calzini a vista morbidi quasi cadenti, (il riferimento alle sfilate degli anni '90 di Prada è d'obbligo) le scarpe  vagamente anni '70 decisamente a punta.

Per lei: cappotti di macro paillettes, giusto per prendersi meno sul serio, gonne a righe e abiti di finto pitone che diventa plastica. E poi occhi chiusi, bocche serrate, frecce che indicano la direzione di cui solo la Signora conosce la strada disegnati su borse, scarpe, cappotti e vestiti.
Ma non sono disegni a caso: per i cinesi i conigli sono animali portafortuna che vivovno sulla luna, così per raggiungerli Miuccia ha fatto ricamare sulle maglie i razzi, che ricordano tantissimo il piccolo Danny del film Shining. In questo modo la collezione di Miuccia Prada torna ad assere la più desiderabile di tutte, la più completa e complessa tra le collezioni di tutte le fashion week con i riferimenti più belli e le passioni più sfrenate filtrando il passato attraverso lo sguardo del presente avendo il potere di cambiare, con un vestito, il senso del tempo.

La nonchalance di N°21

Mi ero promesso che mi serei goduto le sfilate per bene e avrei scritto dopo la fashion week tutti i pezzi per le sfilate a cui sono stato invitato, ma Alessandro Dell'Acqua per la sua N°21 ha tirato fuori una collezione pazzesca e dunque non potevo aspettare, dovevo scrivere.
Niente fronzoli, niente nostalgia, niente orpelli inutili per l'uomo di N°21 conta l'essenzialità azzerando così ogni dubbio o incertezza che i nuovi brand spesso si portano addosso.
Alessandro Dell'Acqua pensa alla collezione per la prissima primavera/estate e demolisce le categorie: maschile e femminile in passerella sono parole senza senso, così come utilitario, pratico e decorativo. In Via del Conservatorio ha sfilato l'idea di un discorso che mai è stato più libero e personale.
Il guardaroba si riempie quindi di sempreverdi capisaldi dello sport bagnati nel lusso dei materiali, dal bomber alla tuta, dai jeans passando per la salopette (che ho sempre odiato, ma ieri era wow). Dell'Acqua, in stato di grazia totale, gioca con le proporzioni e le sovrapposizioni inserendo una sola regola all'interno di questo gioco: sottrarre anzichè aggiungere. In questo modo il bomber è over, le t-shirt si dilatano e sovrappongono. La salopette è tagliata e ridotta al minimo quasi diventasse  accessorio. L'overall ha un volume abbreviato, mentre la canotta è leggera e di pizzo, regalando freschezza e sensualità.
Via pure le mezze misure: la silhouette è in bilico tra volumi massimi e asciuttezze minime, mentre le vite si alzano in maniera netta, decisa. La gonna, ossessione del designer e di chi ha un mito che si chiama Miuccia Prada, è un segno che ricorre: dritta, aperta, come un grembiule guerriero o un frammento punk.
I pantaloni, invece, abbandonano l'aria seriosa e hanno stampe tipo tappezzeria, portanto con loro urgenze decorative nel gioco del layering.
Il cappotto sartoriale, elemento che sottolinea l'italianità e la bravura di Alessandro, mette in evidenza la ricerca di una eccentricità da marciapiede con la nonchalance e la naturalezza di chi ha lo stile nel dna e sa che la moda è una cosa molto seria.