31 ottobre 2014

Meghan Trainor e quel "bass" che conquista il mondo

"Vedo che nelle riviste utilizzano Photoshop, sappiamo che quella merda non è reale
dai, fallo smettere. Se hai della bellezza in te, allora mostrala perché ogni centimetro di te è perfetto
dalla testa ai piedi." E con queste parole potrei anche chiudere il pezzo. Invece parto proprio da questa strofa della canzone che più di tutte mi sta facendo ballare tipo come quando qualcuno viene morso da una tarantola: "All About That Bass" la hit di Meghan Trainor.

Con il primo singolo, questa ragazza di 20 anni venuta da Nantucket (non chiedetemi come si pronuncia perchè non ne ho la minima idea) non solo ha superato le centocinquantamilioni di visualizzazioni su Youtube, divenendo quindi fenomeno, ma è anche la nuova paladina del mondo curvy diventando anche portavoce di una nuova rivolta contro il pensiero unico della magrezza. 
Le cose che mi piacciono di più di questa canzone di questa giovane star sono un paio.
1. La curvy singer non voleva nemmeno cantarla sta canzone, bensì l'aveva scritta perchè  le sue cantanti preferite (Beyoncè o Adele) la cantassero al posto suo. 
2. Quelle le hanno detto di no e lei ha preso microfono e ballerini e in pochissimo tempo ha già vinto dischi d'oro in Italia e di Platino in America e Australia.  
"All About That Bass era una lettera per me stessa, quando l'ho scritta stavo lottando per imparare a sentirmi bella, e ci sono finalmente riuscita". Il successo secondo me è comunque dovuto anche all'innocenza e alla delicatezza dei colori e all'apparizione di personaggi non proprio in forma con il loro corpo, ma comunque in pace con il loro spirito, come ad esempio Viner Sione Maraschino: il coreografo dell'intero corpo di ballo del videoclip che orgoglioso balla e si scatena per tutto il tempo della canzone.
Ma c'è dell'altro: La canzone tutto sommato è carina ed abbastanza originale. A lungo andate il testo diventa deludente perchè monotono e contenutisticamente scarso, ciò non toglie però la validità del tema trattato (l'obesità), in quanto soggetto a continue critiche nella società odierna, basti pensare alla pessima figura di merda di Gasparri con Fedez su Twitter , che ha visto coinvolta una giovane fan del rapper italiano giudicata "grassa" dal vicepresidente di questa Italia che pensa forse troppo a giudicarci anziché aiutarci ad uscire dal vortice della crisi e dalla disoccupazione. 
Ma a noi Italiani piace anche sognare, ed è per questo che il successo di Meghan non mi stupisce: lei arriva giovane, fresca e dalle forme abbondanti con il suo motto: “Ogni centimetro di te è perfetto dalla testa ai piedi”. Tutto il contrario di te, Caro Maurizio. 

Aspetto i vostri commenti, e non abbiate paura. MAI!





22 ottobre 2014

Candice Huffine è reale, io l'ho intervistata

Sono cresciuto con la consapevolezza che mai avrei incontrato una top model. Ok Kate, Cara, Gisele, Bianca e MariaCarla le ho viste su in passerella ed ho sempre pensato che fossero come quelle scie di luce che ogni tanto squarciano il cielo di notte, dunque non reali. Poi ieri, a Milano tra Piazza della Scala e Via Verdi, nel nuovo e grandissimo store del Gruppo Miroglio ho avuto la visione: Candice Huffine era li perchè testimonial del lancio del nuovo portale dedicato all'universo, quello bello, della moda: l'universo Curvitaly, di cui Candice è stata Madrina. Curvitaly.com è la nuova frontiera del fashion creata per valorizzare la bellezza di tutte le donne e di tutte le forme. Non è il solito e-shop, bensì un vero e proprio mondo dove, attraverso consigli dati da esperti, il sogno di indossare alla perfezione il vestito più cool che hai visto sulla passerella di Elena Mirò o sull'adv di Fiorella Rubino, e presto anche Luisa Viola e Per te by Krizia, diventa realtà. Pensa che figo.


Tra un flüte e l'altro è arrivato il momento di intervistare Candice, allora preso dall'ansia sbaglio ad avviare il registratore e dunque l'intervista poteva venire meglio di come è venuta, ma sicché non sono un giornalista, come qualcuna ieri ha cafonamente puntualizzato (!?!), e sono dotato di cervello, ho dunque archiviato l'intervista nel mio cloud personale, la mia testa. 

La super top model mi aspetta vestita di nero, marrone e skinny di pelle nera, ha un make-up leggerissimo, forse assente, e quando ci presentiamo le chiedo anticipatamente scusa per il mio inglese, che data l'emozione di avere di fronte la donna che ha rivoluzionato il pensiero di top model, non sarà perfetto.
Ci sediamo e questo è ciò che ci siamo detti:

21 ottobre 2014

Muore Oscar de la Renta, il mondo della moda in lutto.

Lo stilista più amato dalle first ladies è morto. Oscar de la Renta, uno degli ultimi protagonisti di quella moda che ormai non è più come una volta se n'è andato ieri (solo oggi conferma la moglie Annette) all'età di ottantadue anni, dopo aver perso la gara più brutta e lunga della sua vita: un cancro diagnosticatogli nel 2006, che però non l'aveva mai buttato giù, bensì al contrario. Proprio nel periodo in cui lo stilista venne a conoscenza della terribile malattia, le sue vendite crebbero del 50%, arrivando a disegnare l'abito da sposa per la Signora Clooney alias Amal Alamuddin.
Ma non solo, è stato amato dalle mogli dei Presidenti Americani: da Jackie Kennedy a Nancy Reagan passando per Laura Bush e Hillary Clinton. 
"Ha lavorato 20 anni per trasformarmi in un’icona fashion" afferma Hillary Clinton, secondo la quale lo stilista è sinonimo di "eleganza e bellezza senza tempo".
Nato a Santo Domingo nel 1932, Oscar de la Renta ha studiato in Spagna, dove ha scoperto il suo amore per la moda. Un amore che lo ha portato a fare l’apprendista da Cristobal Balenciaga: quando gli chiede dopo un periodo iniziale di trasferirlo a Parigi, Balenciaga gli rispose che non era pronto. Oscar non si arrese e partì per Parigi, dove cominciò a lavorare da Christian Dior, lasciato qualche settimana dopo per approdare a Lanvin. Agli inizi degli anni '60 decise di cercare fortuna negli Stati Uniti, dove inizialmente si alleò con Elizabeth Arden. Il suo debutto a Parigi risale al 1993. De La Renta si è sposato due volte: la prima moglie, Francois de Langlade, ex direttore di Vogue Francia è morta nel 1983, e lui ha finora vissuto con la sua seconda moglie Annette Reed e i loro otto cani salvati dal canile. Cani che, come lui stesso diceva, dettavano i tempi della loro vita.