29 gennaio 2012

AltaRoma Atto I


Essere invitato alle sfilate di Alta Moda credo sia una delle emozioni più belle che un giornalista/blogger o semplice appassionato di moda possa provare nella vita. Ma essere invitato alla sfilata di Fausto Sarli è più che bello, semplicemente spettacolare.
E' iniziata con l'adrenalina la mia prima giornata di AltaRoma. Adrenalina che si è poi trasformata in pura emozione per divenire, mi vergogno un pò a dirlo, pianto.
Non era mai successo, mai ad una sfilata, mai davanti alla gente. E' capitato, oggi, davanti alle meraviglie di Carlo Alberto Terranova e Rocco Palermo per Fausto Sarli.
Splendono in passerella i colori della luce, dal giallo all’arancio del tramonto, dal bronzo al rosso fuoco. 
Le geometrie della tradizione Sarli sono state mixate con lo scintillìo dei ricami dal gusto persiano e, oserei dire, quasi ottomano. 
Piccole foglie di gazar di seta avvolgono la silhouette in fiori di plissè neri, poi bianchi,  e infine rosa pastello. 
Atmosfere da "Mille e una notte" in una passerella che, a fine sfilata, raccoglie applausi scroscianti grazie anche ad una sposa che sfila in tutta la sua straordinaria bellezza. Avvolta nella leggerezza di questi volumi che, se guardati con attenzione, ricordano i fiori di loto. 
Alla fine dello show penso: da Sarli la couture non rinuncia mai al realismo e alla portabilità. 
 
Per descrivervi in due parole Marta Ferri non posso che usare le migliori: Miuccia Prada. Tengo a precisare che non è un paragone anche perchè nessuno, se non Yves Saint Laurent, è paragonabile per inventiva, originalità e bravura alla signora della moda italiana.
Dico Miuccia Prada perchè la giovane stilista ha lavorato un anno con la maison milanese, e le è bastato per  capire in che direzione deve andare il mondo della moda.
In passerella una collezione che parte dal tessuto e che finisce con l'amore per i gioelli (la stilista prima di fare vestiti, disegnava monili). Uno show poco couture, del tutto pratico, qui il ricordo di Miuccia, e con un occhio di riguardo alla cura dei dettagli, mai lasciati al caso. Bellissimi i broccati, i damaschi, e le stoffe d'arredamento che finiscono su gonne a corolla e hot-pants da urlo.
"Per i colori della mia collezione - ha raccontato alla conferenza stampa Lella Curiel- mi sono ispirata agli affreschi del Salone Sistino, l’ingresso della Biblioteca Vaticana, recentemente visitato in occasione di un party". Cosi gli stessi dipinti sono stati riprodotti su un soprabito e si ritrovano anche nei lunghi abiti da sera che disegnano la silhouette in modo assolutamente sensuale, e con un gioco di sbiechi e qualche drappeggi. Una collezione bellissima e assolutamente Couture. 
Quello che ho visto durante il primo giorno a Roma, a parte l'orrore portato in scena dal libanese Jack Guisso, è alta moda con la "A" non maiuscola bensì a caratteri cubitali: la cura nei dettagli di Marta Ferri, la ricerca stilistica di Sarli la scelta dei bottoni vintage degli anni ’40 dalla Curiel non fanno altro che far pensare a quanto la moda, in questo caso l'Haute Couture, regali ancora sogni e speranze ai giovani talenti che mirano a divenire astri nascenti del fashion world.

2 commenti:

  1. Leggendoti ho rivissuto tutto una seconda volta.

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  2. La penso esattamente come te, Marta Ferri crea dei capi meravigliosi...l'utilizzo dei materiali e le forme si sposano in un'armonia di leggerezza ed eleganza! kya

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