IT'S GETTING LATE: LE QUATTRO DONNE DI MIUCCIA PRADA AL FESTIVAL DI VENEZIA


"It's Getting Late", della regista iraniana Massy Tadjedin, è il titolo del quarto film del progetto Miu Miu Women's Tales che è stato proiettato ieri a Venezia nel corso delle Giornate d'Autore di cui, a partire da questa edizione della Mostra del Cinema, Prada è creative partner.

La regista, mette in scena quattro donne interpretate da un cast stellare: una montatrice cinematografica (Patricia Clarckson), una business woman (Rinko Kikuchi), una mamma (Gemma Arteton), una blogger (Audrey Plaza) che intrecciano casualmente le proprie vite alla fine della loro giornata di lavoro, andando ognuna per proprio conto al concerto di Zola Jesus (che interpreta se stessa nel suo ruolo di cantautrice).

La pellicola muta fa recitare i gesti, gli sguardi, le espressioni, e al primo livello denuncia l'urgenza del tempo per sé dopo il lavoro, dopo le occupazioni della casa, dopo il tempo speso alla cura dei figli. Sono quelle occupazioni quotidiane a cui mettere fine scartando una nuova gonna, ravvivandosi il trucco e la pettinatura, cambiando completamente abbigliamento per uscire da casa.
Miuccia Prada con questi quattro cortometraggi tenta, ancora una volta riuscendoci, di costruire un discorso coerente sulla condizione femminile e sull'influenza che essa può avere nella definizione di un modello sociale differente.
Di solito si pensa alla moda come un mondo che pensa a sé stesso e ai propri interessi e dunque suona strano che un marchio di moda si proponga come produttore e interlocutore di un discorso così complesso, ma non è così, o almeno non lo è nel caso di Miuccia Prada, che fa della sua moda un metodo di ricerca e di analisi del contemporaneo attraverso l'estetica, l'etica e l'immagine e che pensa che i vestiti siano idee che raccontano la cultura che esprimono e che la moda può essere progressista quando non protegge valori borghesi, questa è una strada per comunicare la sua idea dell'urgenza del ritorno della politica e del pensiero in una società afflitta dalla superficialità, oltretutto mascherata dall'inamovibile pensiero dominante maschile. Che, tutto sommato, è anche improduttivamente nostalgico.

1 commento:

  1. L'ho visto appena adesso, mi è piaciuto. Non so perché, mi aspettavo qualche scena drammatica alla fine, invece ti lascia così, a pensare.

    http://moongreyhound.blogspot.it/

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