MIU MIU SS 2013: MIUCCIA "LA SBAGLIATA"

Premetto che la sfilata l'ho vista in streaming sul Mac, e che invece su Whatsapp la commentavo con una mia amica. Lei diceva: "Ma come fa a piacerti una che fa tornare di moda le scarpe a punta?" Io rispondevo: "Zitta che sarai la prima a fare l'impossibile pur di averle". Insomma, parole in più o parole in meno, fatto è che Miuccia Prada ha il potere di accendere dibattiti, far discutere le persone ma più di tutte le altre cose ha il coraggio, la prontezza e il potere di far diventare il suo pensiero moda e dunque status. Quella vista ieri è una sfilata sicuramente da capire, comprendere e interpretare. Solo dopo averlo fatto si riesce ad amarla veramente. Io, come sempre, prima ho fatto copia e incolla dei tweet dei migliori giornalisti presenti alla conferenza stampa per cercare di sapere cosa ha raccontato la Signora a pochi minuti dallo show, poi ho provato a mettere insieme le parole, crearci un discorso per capire la collezione e scrivere un post di senso compiuto. Questo è quello che ne è venuto fuori.
“Dopo una settimana di gossip vogliamo parlare di moda?”, Debutta Miuccia Prada alla conferenza stampa tenuta pochi minuti prima dello show al Palais de Iena di Parigi, riferendosi a tutti gli status su facebook e i millemila tweet di questi giorni sulle sfilate di Raf Simons da Dior e di Hedi Slimane da Saint Laurent. “Io onestamente sono un po’ stufa di leggere che molti colleghi fanno solo rielaborazioni di archivio di storiche maison, che noia! Cambiamo aria, non se ne può più di questa ossessione di far rivivere i couturier. Oggi come oggi ho come un rifiuto per la nostalgia, per i fasti di ieri. Per questo motivo, ho creato una collezione elegante ma tutta sbagliata.”
Qualche minuto più tardi comincia la sfilata e allora si apprende subito che le linee a campana, ad “A”, le forme a uovo dell’alta moda sono solo e soltanto utilizzate per il più umile dei tessuti: il jeans. I materiali più chic e lussuosi, invece, come la duchesse di seta, vengono stropicciati con una forte voglia di far diventare brutto quello che è bello per tornare poi a fare il contrario. Si continua con gonne a tubo spesso abbinate a reggiseni e coperti da stole e cappe di pelliccia, che ormai è usata in estate come se fosse un tessuto “…e anche perché significa infrangere l'ultimo tabù. E poi è politicamente scorretta”, aggiunge la stilista, trattata in modo che assomigli a un peluche che viene sporcato dal tye&dye (quel lavaggio, dice la mia amica, come se ti fosse caduta la candeggina sui vestiti). Seguono borse piatte col manico che si appende al braccio.
A completare l’opera sono gioielli usati per chiudere giacche e cappotti e scarpe a punta, qui scatta la battuta della mia amica, che rendono ancora più fastidiosa e invadente lo scorrere di questa eleganza controcorrente.
Alla fine, quando escono le cinquanta e passa modelle, penso che: a dispetto della tendenza generale al recupero degli archivi di una maison, qui mi collego al discorso fatto in conferenza su Slimane e Simons, da Miu Miu non c'è la forza degli archivi a reggere un look che può ricordare quello di decenni passati,(gli anni ’70 per dirla tutta) qui la forza è data dalla contraddizione, la cui potenza è al massimo del suo effetto quando si usano i canoni classici per negarli.

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